“Il Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sul Paranormale (CICAP) promuove un’indagine scientifica e critica nei confronti del paranormale.  Nato nel 1989 per iniziativa di Piero Angela e di un gruppo di studiosi, tra cui Silvio Garattini, Margherita Hack, Giuliano Toraldo di Francia, Tullio Regge e Aldo Visalberghi, oggi Garanti scientifici del CICAP, e dei premi Nobel Daniel Bovet , Rita Levi Montalcini e Carlo Rubbia, da subito membri onorari del Comitato.
Giornali settimanali, radio e televisioni dedicano ampio spazio a presunti fenomeni paranormali, a guaritori, ad astrologi, a pratiche mediche cosiddette alternative, trattando tutto ciò in modo acritico, senza alcun criterio di controllo; anzi cercando, il più delle volte, l’avvenimento sensazionale che permetta di alzare l’indice di vendita o di ascolto.”

Noi riteniamo che ciò sia profondamente diseducativo e contribuisca non solo a incoraggiare la già diffusa tendenza all’irrazionalità , ma anche a dare credibilità a individui che traggono profitto da questa situazione. Portiamo, dunque, avanti un’opera d’informazione ed educazione rispetto a questi temi, per favorire la diffusione di una cultura e di una mentalità aperta e critica e del metodo razionale e scientifico nell’analisi e nella soluzione di problemi. Sollecitiamo un’attenzione e un impegno particolari verso i nostri obiettivi da parte di scienziati, intellettuali e di tutti coloro che, come gli insegnanti, stimolano e influenzano la vita culturale del Paese.

“L’opera del Comitato non è isolata ma si riallaccia ad azioni e obiettivi di movimenti analoghi, che si sono sviluppati negli ultimi 25 anni in oltre 80 paesi di ogni continente.
Il CICAP è un’organizzazione scientifica ed educativa e non persegue fini di lucro.”

Oggi mi unisco ad un pensiero di Umberto Eco..

…ritengo che l’attività del CICAP sia un atto civile e morale necessario. Purtroppo come tutti gli atti civili e morali necessari, cioè predicare il bene, la non violenza… è una gran perdita di tempo, è destinato alla sconfitta perché c’è il male nel mondo e così via. Io credo che sia molto difficile sconfiggere la credulità, perché è una valvola di sicurezza per l’animo umano. La gente ha bisogno di credere in qualcosa, e io ricordo sempre quella frase di Chesterton: “quando la gente non crede più in Dio, non è che non crede più a nulla, crede a tutto”. Questa mi sembra una buona definizione del “New Age”, e se il CICAP aveva qualcosa da fare di utile prima del New Age, figuriamoci adesso.

Battaglia perduta non solo perché il credulo vuole credere a qualcosa, e forse bisogna lasciargli questa possibilità di disporre della propria vita, ma qualsiasi cosa gli diciate egli legge nella vostra frase una conferma delle sue opinioni. Tutti noi che scriviamo sui giornali abbiamo avuto episodi singolari; non so a me, una signora mandava continuamente dei dossier grossi così, che inviava al Presidente della Repubblica, al Presidente della Corte di Cassazione, a proposito di una persecuzione di cui si riteneva vittima e me li inviava perché diceva che lei leggeva ogni settimana nella mia “Bustina di Minerva” su L’Espresso un’esplicita difesa nei suoi confronti. Io potevo parlare di qualsiasi cosa: di gatti, di terremoti, di Kant e lei leggeva un’allusione al suo problema.

Allora bisogna smettere? No, perché anche a rischio di essere retorico, la verità, la giustizia vanno sempre proclamate e sfortunati quei paesi in cui facendo male non c’è neanche qualcuno che dice che è male farlo. Però credo che una funzione si possa avere: non di convincere il credulo, ma almeno di indurre le sedi responsabili, i quotidiani, i settimanali, la Rai di non incrementare la credulità e di non favorire quelli che io chiamo i “mercanti dell’assoluto”, coloro cioè che sulla credulità ci campano. Questo non risolve, non risolverebbe, non risolverà completamente il problema ma almeno può mantenerlo entro dei limiti.

Voglio dire, alla fine il credulo vuole essere credulo: continui, è suo diritto sancito da tutte le costituzioni ma almeno non si dirà che c’è qualcuno che per fare audience e per fare copie specula sulla sua credulità.

Umberto Eco
Ordinario di semiotica,
Università di Bologna

Non potevo esprimere meglio il concetto!

😉

Ecco uno dei curiosi esperimenti meglio riusciti:

L’ultima lezione del IV Corso di Indagine Scientifica del Presunto Paranormale, organizzato dal CICAP a Torino, aveva come titolo UFO e Cerchi nel Grano. I docenti erano i più esperti che si potessero trovare sulla piazza, Marco Morocutti e Francesco Grassi del CICAP, insieme a Edoardo Russo del CISU, ma quello che faceva venire l’acquolina in bocca era l’esercitazione pratica: andare nottetempo su un vero campo di grano, e far comparire un vero cerchio!

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