hdrDalla nascita della fotografia nell’ 800, all’evoluzione del colore del 900, non ci sono state grandi innovazioni per lo men fino alla rivoluzione del digitale dell’ultimo decennio.
Non contenti del nuovo media e della sue estrema flessibilità un paio di esperti in computer grafica (Paul Debevec e Gregory Ward) hanno spalancato il mondo della fotografia verso una nuova frontiere. 
L’ HDR nasce con lo scopo di realizzare fotografie estremamente dettagliate e dai colori “iper-realistici” quali potrebbero essere percepiti dall’occhio umano ma difficilmente replicabili su un supporto cartaceo (o ormai piu’ frequentemente su un tv o monitor…).
Qual’è in effetti uno dei limiti della fotografia?
L’acquisire la luce “media”, tra le zone chiare e scure della scena, valutando un tempo di esposizione in grado di rendere al meglio entrambi gli estremi. Il tutto nel limite delle possibilità dell’ottica in uso e dei suoi componenti hardware, pellicola o sensore che siano.
L’occhio umano, naturalmente eccelle rispetto a qualunque accoppiata fotosensore/ottica come livello di “sensibilità” ma soprattutto osserva una scena componendola con piu’ fotogrammi virtuali dati dalla impercettibile scansione del nostro bulbo oculare. Quest’ultimo esempio prendetelo con cautela, potrebbe essere una castroneria visto che nasce da un’idea del tutto personale… Non ha basi sperimentali, ma dopo un po che cerchi un soggetto hdr… lo vedi in hdr prima ancora di averlo elaborato!

Se sto guardando un tramonto, per esempio, l’occhio sarà in grado di percepire ed assimilare sia le sfumature delle nuvole, così come le vette sullo sfondo e naturalmente gli sfavillanti colori generati dal sole. Una macchina fotografica dovrà automaticamente o manualmente decidere come catturare ‘immagine senza le possibilità offerte dal cervello umano ma affidandosi a esposimetri piu’ o meno complessi o ad altri metodi computazionali. Senza dimenticare che il tutto dovrà fare i conti naturalmente con l’ottica usata.

Bene, i limiti tecnici attuali non consentono di riprodurre realisticamente un immagine ma diciamo che ci offrono un’approssimazione molto vicina alla realtà o spesso, artisticamente parlando, alla realtà che vuole “rendere” l’autore.

L’HDR cerca di colmare questa lacuna tecnologica (o se volete offre nuove possibilità artistiche al fotografo) usando una particolare tecnica di ripresa ed elaborazione dell’immagine.

Come si realizza un HDR.

L’ HDR si basa sulla creazione di una sola immagine generata dalla elaborazione di piu’ immagini (di norma almeno 3) della scena voluta. Per lo piu’ si tratterà quindi di soggetti statici (anche se vedremo che con un trucchetto si potrà fare anche su soggetti in movimento) ed è per lo piu’ consigliabile l’uso di un cavalletto.
Avremo inoltre cura di selezionare un basso valore di ISO; 100 ISO comunemente, per ottenere il massimo livello di dettaglio. Le immagini verranno realizzate in manuale, con diaframma fisso (onde evitare variazioni di fuoco /profondità di campo) variando il solo tempo di esposizione.
I tempi di norma verranno scelti nel primo scatto con l’accoppiata tempo/diaframm valutata quale ottimale dall’esposimetro del macchina mentre nei 2 scatti successivi (o eventualmente piu’ scatti) aumentando e successivamente diminuendo i tempi di 2 o 3 step.

Tanto per decrivere in pratica:

  •  Macchina fissa su cavalletto, inquadro il soggetto
  •  Imposto manuale. (già che ci sono se ne ho la possibilità attivo la modalità raw)
  •  Controllo o imposto 100 ISO.
  •  Seleziono f10 ( valori di diaframma sempre altri per ottenere messe a fuoco omogenee)
  •  La macchina mi propone 1/125
  •  Eseguo il primo scatto. (meglio con timer per evitare anche il mosso provocato dalla pressione dello scatto e qualora sia possibile con lo specchio alzato)
  •  Sposto i tempi a 2 step superiori (1/1000)
  •  Eseguo il secondo scatto. (che ovviamente sarà sottoesposto)
  •  Sposto i tempi a 2 step inferiori (1/30)
  •  Eseguo il secondo scatto. (che ovviamente sarà sovraesposto)

Il tutto senza muovere la macchiana fotografica. (anche un comando remoto potrebbe essere utile)
Chi ha un po di domestichezza in ambito fotografico so già a cosa sta pensando:
Ma questo è il BRAKETING! (o esposizione a forcella) Bravi, si è lui.
Orginariamente il braketing credo nasca come una sorta di sistema di garanzia per una corretta esposizione. In pratica la macchina decide l’accoppiata tempo/diaframma che ritiene ottimale, quindi per sicurezza, in rapida successione esegue altri 2 scatti sempre variando di +1/-1 o +2/-2 step.
Nelle macchine fotografiche dotate di tale funzionalità sarà quindi ancora piu’ semplice generare le 3 foto minime richieste per un buon risultato.
Eccovi 3 immagini dimostrative di cosa dovreste ottenere

scatto originalefoto Standard 

scatto -2 stepfoto -2

scatto +2 stepfoto +2

Abbiamo quindi ottenuto le tre immagini pronte per la successiva elaborazione.
Ora si passa alla camera oscura digitale, quindi armati di pc o mac dobbiamo passare all’effettiva elaborazione. Non sono moltissimi i software specializzati in HDR ma probabilmente il miglior prodotto è Photomatix .

Per ora vi mostro solo cosa puo’ generare questo tool usando i default settings e con pochi passaggi

 foto +2And2more_tonemapped

Eccovi i l’High Dynamic Range!
Direi che è già un ottimo risultato e nella foto si respira un certa aria nuova… Come potete notare ha in pratica fuso sapientemente le 3 immagini riuscendo a recuperare tutti i dettagli visibili e apprezzabili dei 3 scatti originali.
C’e’ ancora qualche particolare da sanare, quali le geometrie distorte dovute all’uso di un 10mm,  o potrebbe essere opportuno operare manualmente sui parametri del software per ottenere qualcosa in più.In una decina di minuti tra Photomatix e Photoshop si puo’ ottenere qualcosa del genere: 

Torino - Museo Rinascimento

 Gli approfondimenti sul come… nella prossima puntata!