La manutenzione dello sci in 4 mosse
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Come ogni stagione, gli appassionati della neve, rispolverano gli attrezzi da discesa, dai garage, cantine e armadi. Poi si recano in montagna indossano i loro sci e giù dalle piste.
Purtroppo, la maggior parte di loro, senza effettuare nessuna manutenzione preventiva agli sci, che oggi riveste un importanza veramente di primo ordine. Perchè ? Si chiederanno molti. Prima di tutto per un fattore di sicurezza, sia per noi stessi, che per gli altri; secondo, per sciare con meno fatica e più soddisfazione. Cominciamo dagli sci ed in particolar modo dagli attacchi di sicurezza che servono a liberare i ns. arti inferiori in caso di caduta.
Gli attacchi di sicurezza dovrebbero essere controllati e tarati ogni stagione da un negozio specializzato. Essi funzionano principalmente grazie a delle molle che sono montate all’interno dei dispositivi puntale e talloniera, che vengono regolate secondo il ns. peso (che può variare da stagione a stagione). Anche la ns. tecnica se migliora , influisce sulla forza peso che determina il funzionamento degli attacchi di sicurezza.
Poi la manutenzione delle lamine e della soletta non è da meno. Le lamine sono molto importanti in quanto permettono allo sci di incidere la neve anche su pendii ghiacciati e molto duri. Con l’avvento della neve artificiale, addirittura molti modelli di sci di livello avanzato e gara escono dalla fabbrica non più a 90° , ma con angoli più acuti , fino a 88° che assicurano una maggiore presa di spigoli. Le lamine però vengono consumate e gli angoli levigati durante la stagione con l’uso.
Oltretutto basta l’impatto con qualche pietra presente in pista per , rovinarne il filo e non avere più un attrezzo tagliente ed affidabile.
La soletta se è in perfetto stato assicura una scorrevolezza e quindi manegevolezza dello sci e facilità di conduzione. Questa però deve avere una planarità precisa che viene data in fase di costruzione dello sci in fabbrica o quando viene portato in laboratorio specializzato, per i lavori di manutenzione.
Tra soletta e lamine deve esserci un corretto tuning ossia una differenza in gradi di planarità. Le lamine non sono mai a livello della soletta anche se a noi potrebbe apparire, osservando il fondo dello sci. Ci sono mediamente da – 0,5 ° a -2° di differenza. Questo per evitare allo sci una presa di spigolo troppo rapida che ne impedirebbe la conduzione. In alcuni sci di alcuni atleti di coppa del mondo di discesa libera, gli sci vengono dati con gradi di tuning molto alti e con lamine meno affilate per poter avere maggiore scorrevolezza e quindi velocità, mentre per gli slalomisti il grado di tuning e minore vicino allo zero per avere una maggior presa di spigolo. Ovviamente sono tutte personalizzazioni affidate agli skiman delle squadre nazionali che le applicano in maniera diversa secondo le caratteristiche tecniche dell’atleta.
La soletta una volta messa in piano con apposite macchine levigatrici può ancora essere migliorata con un impronta particolare che viene impressa con un altro macchinario, detta anche passaggio dell’impronta a pietra.
In pratica vengono effettuate delle microscalfiture nella soletta che aiutano ad espellere le microparticelle d’acqua che si formano durante lo sfregamento neve-soletta.
Io ho provato, degli sci preparati con impronta, sia sui miei attrezzi , che una volta, su uno sci da gigante di coppa del mondo che mi è stato gentilmente offerto per un test. La differenza di scorrevolezza è abissale tra gli sci preparati e quelli non hanno subìto questo trattamento.
Gli sci con l’impronta hanno una velocità superiore, minimo del 10-20% . Effettuati tutte le operazioni di manutenzione della soletta che implica anche eventuali “rattoppi” sui buchi causate dalle pietre, si passa alla fase di sciolinatura che mediamente viene effettuata con paraffine sintetiche “universali” a meno di specifiche richieste che il ns. laboratorio di fiducia potrebbe accogliere.
Vi sono differenti scioline a seconda delle temperature delle nevi e quindi delle stagioni. Le scioline sono applicate a caldo e sono miscelabili. Ovviamente l’attrezzo sciolinato non è solo più veloce, ma molto più maneggevole anche a bassissime velocità. La velocità è una componente che dobbiamo tenere sotto controllo con la tecnica e con la scelta del pendio che si va ad affrontare.
Suggerisco ovviamente di non andare a sfidare una pista rossa o nera se non si ha il bagaglio tecnico per affrontarla. Non sarà sicuramente la sciolina a farci ruzzolare, ma probabilmente la nostra tecnica non corretta ed il nostro azzardo.
Tornando al fattore sicurezza , tieniamo conto che le velocità praticabili sono notevolmente aumentate, grazie i progressi fatti nella scelta dei materiali per la costruzione dagli attrezzi, alla supertecnica innovativa dagli anni 90 in campo didattico ed alle piste ben levigate più simili ad autodromi che a piste da sci. Infatti da apposite misurazioni fatte sulle piste con strumenti laser, sciatori con buona padronanza della tecnica raggiungono in campo libero anche 70-90 Km all’0ra e parliamo di traettorie curve in conduzione durante un superparallelo e non di velocità di punta rilevate in un rettilineo.
Da misurazioni fatti con semplici strumenti gps in brevi rettilinei (circa 150 mt) con sci da gara modelli da slalom gigante e pendenze da pista rossa si raggiungono facilmente i 100 km/h.
Ecco perchè più che mai la Sicurezza degli attrezzi riveste un ruolo fondamentale nella manutenzione dello sci.
Ora vediamo come si può eseguire la manutenzione in “casa” dello sci.
Preferibilmente suggerisco di non eseguire quella degli attacchi che è più delicata ed occorre conoscere a fondo la tecnologia e regolazione di ogni singolo modello di attacchi, ma quella dello sci su cui si può intervenire acquistando alcuni utensili in commercio dal prezzo abbordabile.
Per eseguire la manutenzione ci serve:
- Un tavolino da lavoro a morsa o corredato di 2 morse. (per fissare gli sci cui fare la manutenzione)
- Tiralamine Lime apposite con squadre a gradiente variabile (per affilatura lamine)
- Sciolina e candelette (per la sciolinatura e riparazione soletta)
- Attrezzo per il tuning delle lamine (per differenziare lamine da soletta)
- Goniometro (per misurazione angoli lamine)
- Solvente specifico per solette. (per la pulizia della soletta)
- Spatola in plastica o ferro (per rimessa in piano soletta dopo sciolinatura)
- Accendino per accendere la candeletta
- Un vecchio ferro da stiro classico a semplice resistenza (non a vapore) oppure sciolinatore elettrico specifico. (per sciolinatura).
- Raschietto (per rimuovere la candeletta fusa in eccesso, dalla soletta dopo riparazione)
Affilatura della lamina – Dopo aver assicurato lo sci alle morse del tavolo da lavoro si passa alla manutenzione delle lamine : Tenere ben aderente il tiralamine contro la soletta ed eseguire l’affilatura con movimenti lunghi e omogenei.
L’affilatura va eseguita su tutta la lunghezza dello sci dalla spatola alla coda
- Sciolinatura a caldo: Far colare la sciolina lungo la superfice della soletta dalla punta alla coda
Stirare la sciolina in modo uniforme: Attenzione a non far stazionare il ferro caldo oltre 2 secondi su un punto fisso dello sci, rischio di danni irreversibili per l’attrezzo. (Scollamento e fusione soletta!!!). Passare il ferro sopra la soletta avanti e indietro come se si trattasse di un indumento in stoffa da stirare. Stirare la sciolina fino a che le gocce presenti sono state sciolte e la superfice si presenta coperta dalla sciolina in maniera uniforme.
Messa in piano soletta dopo sciolinatura. Asportare il materiale con l’apposito raschietto in plexiglas . Ricordarsi di passare anche il bordo delle lamine per asportare il materiale dagli spigoli, altrimenti le curve saranno pressochè rettilinee con evidenti impatti sugli ostacoli in pista….


















23 marzo 2010 - 18:32
Una domanda banale… ma ogni quanto vanno fatte le lame e il fondo? Ho capito come fare ma ho dubbio alla fine di consumare troppo le lamine. Il risultato finale per uno sciatore mediocre si vede? Credo che solo i professionisti sentano la differenza… o no? Ciao, grazie
29 marzo 2010 - 09:53
Ciao,
non è banale, ma corretto chiederselo… La manutenzione dello sci è in base
alla stagione che abbiamo avuto e sul tipo di neve su cui abbiamo sciato.
La neve artificiale è molto aggressiva, pertanto consuma molto di più le
lamine. In Alto Adige dove i fondi delle piste anche quelle per i turisti,
sono per la maggior parte di neve artificiale, per garantire la stagione
visto i milioni di passaggi che hanno. Praticamente impianti di risalita
saturi dalla Domenica al Venerdi.
La neve artificiale si sposta meno perchè molto dura e rimane più a lungo
sulle piste. Sulle stazioni sciistiche francesi o piemontesi ad esempio
quest’anno come l’anno passato hanno beneficiato di apporti nevosi abbondanti, questa stagione di circa
20-40 cm ogni settimana, mediamente su fondi di neve naturale. Questo vuol
dire un minore consumo di fondo e lamine. Se si scia una stagione sopra un
manto del genere si può attendere la fine della stagione prima di rifare la
manutenzione completa allo sci.
Se invece malauguratamente si incappa in una pista con le pietre occorre
rifare subito fondo e lamine perchè ovviamente lo sci sarà danneggiato.
Anche uno sciatore mediocre sebbene può sciare arretrato e con tecniche
errate, se ha le lamine rifatte se ne accorge alla prima pista con neve
dura o compatta.
Alla prima frenata o virata che sia a spazza-neve o a sci paralleli o in
supertecnica, fatta con gli sci a posto la si esegue in pochi metri senza
questo dettaglio,
si fa fatica a farla e ci si mette anche il doppio dello spazio e del tempo.
Una questione di sicurezza e soddisfazione da non sottovalutare.
L’unico momento dove non si accorgerebbe di nulla sarebbe sciare tutto il
giorno in neve fresca…allora a quel punto potrebbe avere anche dei pezzi
di legno senza lamine di acciaio, ma dovrebbe anche saperli far girare….
Consiglio fate la manutenzione agli sci almeno una volta all’anno in
condizioni di presenza di neve, invece se avete rovinato il filo delle
lamine ed il fondo per causa pietre fatela subito. L’acqua e la neve inoltre
penetrano attraverso le “ferite” della soletta e gonfia per ghiacciatura e
pressione e rischia di scollarvi lo sci, specie in presenza di scalfiture
vicino alle lamine.
Buone sciate e sempre a disposizione per suggerimenti.
7 agosto 2010 - 01:50
Ottima guida ora devo solo reperire l’ atrezzatura